[Recensione] Tredici – Jay Asher

Trama
Copertina TrediciUn pomeriggio Clay torna da scuola e trova ad attenderlo un pacco senza mittente indirizzato a lui. Al suo interno ci sono sette audiocassette numerate. Quando inizia ad ascoltarle Clay scopre che a registrarle è stata Hanna Baker, la ragazza che si è suicidata due settimane prima e di cui lui era innamorato.
In queste cassette Hanna racconta tredici storie, tredici motivi, per il quale ha deciso di togliersi la vita.
Clay inizia così il suo viaggio all’interno dei pensieri e dei sentimenti di Hanna, cercando di capire non solo il perché del suo gesto, ma anche il suo ruolo all’interno di quella terribile vicenda.

E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.

La mia recensione
Inizio premettendo di aver letto il libro dopo aver visto i tredici episodi della serie televisiva in un solo weekend.
La storia in sé mi era piaciuta molto ed ero quindi curiosa, come spesso succede, di capire quanto la trasposizione su schermo si discostasse dal romanzo originale. Ma, a differenza di quanto succede solitamente quando si paragona libro con film, devo ammettere che il testo, per quanto molto scorrevole e comunque appassionante, non è riuscito a trasmettermi la stessa carica emotiva della serie tv, la quale, oltre ad avere un tempo di narrazione più dilatato, fornisce molti dettagli relativi ai vari protagonisti di ogni cassetta, contribuendo ad aumentarne lo spessore.
Tra i due, quindi, devo ammettere che ho preferito di gran lunga i tredici episodi televisivi. Premesso ciò torniamo al mio parere sul libro in sé.

La storia si sviluppa tutta nell’arco di una notte, durante la quale è Clay in prima persona a raccontarne gli avvenimenti. Come forse ho già detto non amo particolarmente la narrazione al presente, ma devo ammettere che, in questo caso specifico, è davvero la più adatta, perché riesce a trasmettere al meglio i sentimenti di Clay mentre scopre, attraverso le tredici storie delle cassette, ciò che è successo ad Hanna, la ragazza di cui era innamorato.

Analizzando la costruzione dei personaggi, Hanna è sicuramente quello meglio riuscito, un po’ perché è lei stessa a raccontare la propria vita, con i propri pensieri e sentimenti, un po’ perché l’autore ci fornisce anche il punto di vista esterno di Clay, al quale è affidato il compito di unire per noi i puntini della vita della ragazza.
Il risultato è una protagonista estremamente reale, la quale si trova a combattere tra ciò che è e l’immagine che gli altri le hanno cucito addosso.
Diversamente i protagonisti delle varie cassette vengono presentati solo secondo il punto di vista di Hanna, la quale non può che fornirne una visione parziale e distorta, non approfondendo il perché dei comportamenti di ognuno di loro (e qui, lo so, sto di nuovo facendo un paragone con la serie, la quale sotto questo aspetto è molto più completa).

Per quanto riguarda l’estrema decisione di Hanna di togliersi la vita non voglio espormi troppo. Penso sia facile puntare il dito, io personalmente direi ad esempio che è stata debole, perché tutti, purtroppo, siamo stati in qualche modo presi in giro o bullizzati nella nostra vita (escludendo i due episodi legati a Bryce, i quali non dovrebbero mai e poi mai succedere a nessuno), ma non per questo abbiamo deciso di farla finita. D’altra parte credo che ognuno sia dotato di una propria sensibilità e unicità, le quali ci portano a reagire ad uno stimolo in maniera differente rispetto ad un’altra persona.
In generale credo che nelle situazioni bisogna trovarcisi e discutere di suicidio quando non ci si è mai sentiti tanto disperati e soli da pensarci è del tutto inutile.

In conclusione credo che l’autore in questo romanzo voglia farci riflettere su come ogni nostra azione possa avere delle conseguenze.

Non si può mai sapere con certezza che tipo d’impatto ognuno di noi può avere sugli altri. Spesso, non ce ne rendiamo conto. Eppure, questo impatto esiste eccome.

Inoltre la scena finale di Clay che torna a sperare mentre chiama Skye nel corridoio suggerisce come forse, mostrando più attenzione agli altri, si riuscirebbero a riconoscere le mute richieste d’aiuto delle persone intorno a noi, potendo provare così ad aiutarle a tornare a vivere invece che lasciarle sole in balia del proprio destino.

Voto personale: starstarstar/5
Autore: Jay Asher
Titolo originale: Thirteen Reasons Why
Numero pagine: 206
Ore di lettura: 5

Anche voi avete letto Tredici o avete visto la serie tv? Quale versione preferite?
Baci.

Nic.

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